Rimpolpare gli Antichi Fasti

Sappiamo, o almeno pensiamo che sottogeneri heavy metal come il death metal al giorno d’oggi non hanno più nulla da offrire. Questo è un pensiero che sovviene abbastanza autonomamente considerando cosa il mercato ci propone in questi anni. Le band che si sono fatte conoscere e amare negli anni ’80 e ’90 come i Morbid Angel, Suffocation, Entombed, Napalm Death, Malevolent Creation, Carcass e compagnia bella (forso solo i Nile riescono ancora a spiccare, ma di base la loro l’hanno già detta) mettono sul mercato lavori che in sostanza sono ricicli di ciò che li ha resi delle leggende e band che si sono fatte notare in questo nuovo millennio non destano più tanta attenzione, vedi gli Obscura, Gorod, Beyond Creation, Psycroptic, Arsis e tanti altri. Ma l’underground death metal in questi ultimi periodi sta partorendo realtà che non godono della giusta notorietà e ora andrò a parlarne in maniera il più esaustiva possibile perché è giusto spargere la voce e fare in modo che certe band vengano alla luce.

3540424830_logo.jpg I Fetid sono una delle poche band che ci riportano a un sound dal carattere decisamente marcio, oscuro e delirante. Da quanto ho potuto capire la band è attiva fin dal 2013, ma la prima effettiva uscita è stata nel 2017 con la demo Sentient Pile of Amorphous Rotuna breve ed estremamente eloquente dimostrazione di cosa ci si sarebbe aspettato da loro nel seguente full-lenght Steeping Corporal Mess. Un monolite di cattiveria e oscurità con un incedere lento, veloce, zoppicante (in questo caso sono pregi) e goffamente spaventoso che non si sentiva dai tempi di quel capolavoro che è Blessed Are The Sick dei Morbid Angel, ma confezionato con una maggior coscienza di ciò che questa musica può dare se suonata bene e con passione. I testi dei Fetid sono gloriosamente gore, ma nulla di troppo scabroso, per farla breve i testi non sono quelli dei Cannibal Corpse, sembra più che altro scritti da Isidore Lucien Ducasse. Pezzi come Cranial Liquiscent Dripping Sub-Tepidity sono lì a confermare quanto questi ragazzi di Seattle abbiamo perfettamente compreso cosa serve per fare in modo che il death metal quello vero, quello puro debba suonare.

3540347128_logo Da Chicago arrivano i Nucleus, band dedita a un death metal grezzo almeno quanto quello dei Fetid, ma che riprende le tematiche spesso affrontate dai Nocturnus, la fantascienza. Anche la musica riflette molto questa caratteristica, grazie a un songwriting articolato e un uso atipico di soluzioni contorte e alienanti. Tutto questo ricorda molto anche un’altra band che probabilmente fa parte delle maggiori influenze dei membri della band, i Voivod. La band nasce nel 2012 e da allora ha lavorato sodo e con grande impegno, rilasciando quasi ogni anno musica sempre nuova tra cui un singolo, una demo, due ep, uno split con i Macabra e due full-lenght. Il primo Sentient del 2016 è un lavoro a mio parere ancora immaturo e forse fin troppo elementare e approssimativo anche se già presentava le chiare intenzioni di questi ragazzi, ma è con Entity che mettono in pratica le loro vere abilità di musicisti e compositori. Un disco molto complesso e caratterizzato da una quantità di volti incalcolabile, capace di scatenare nell’ascoltatore uno smarrimento disarmante e un’alienazione propria del trovarsi in un altro pianeta con creature di cui non sono chiare le intenzioni. Arrival e Approach sono probabilmente i pezzi più caratteristici di questo lavoro, perle di enorme stranezza e bizzaria che fanno del disco un ascolto obbligatorio per chi ama questo genere.

3540421313_logo Dovuti sono da annoverare in questo articolo gli Equipoise da Pittsburgh, gruppo di ragazzi molto giovani tutt’altro che novizi, al contrario, potremmo quasi definirlo un supergruppo, composto da elementi provenienti da realtà di sostanza come Beyond Creation, Virulent Depravity, Inferi, The Fractured Dimension, Abigail Williams e Greylotus. Da una ricetta di questo tipo potremmo aspettarci niente di più e niente di meno che qualcosa ai limiti della tecnica musicale che per molti potrebbe senz’altro risultare noiosa e ridondante, ma Demiurgus del 2019 andrebbe ascoltato con una certa attenzione anche solo per un dettaglio, cioè il guitarwork che pare esser stato portato a termine da Steve Vai, non lo è ovviamente, ma la sua influenza è una costante quando si ascoltano gli assoli. Non c’è nulla di particolare da dire anche perché fondamentalmente non ci discostiamo molto da quanto già fatto da altre band quali Brought By Pain, First Fracture e Zenith Passage, però con atmosfere molto diverse, più cosmiche diciamo però in fin dei conti nulla di così notevole, ma comunque degno di nota. A Suite of my Flesh è il capitolo più particolare e interessante di quest’opera, che regala un solo di fretless bass da masturbazione totale e garantisco da bassista, è una goduria assoluta.

3540380975_logo Posso immaginare che dal logo si vada subito a pensare a qualche band goregrind allucinante e senza un verso, ma i Triumvir Foul da Portland sono uno degli ultimi (mi auguro di no) baluardi tra il death metal moderno che non offre nulla se non suoni plastici e quel meraviglioso terrore sonoro che usavano regalarci gli Incantation con quel magnifico capolavoro di Onward To Golgotha. I Triumvir Foul si rifanno molto a quel tipo di sonorità così oscure e corrotte, ma rendendole se possibile ancora più abissali giocando su una onnipresente influenza black metal. Sono una band molto giovane e attivi dal 2014 si sono messi d’impegno per colmare con grande sapienza quei buchi neri rimasti aperti a infettarsi come ferite nel panorama death metal. nel 2014 fecero rilasciano An Oath of Blood and Fire, un lavoro acido, immaturo, acerbo, ma che faceva già supporre dove la band voleva andare a parare con il primo album omonimo Triumvir Foul, un fiume putrescente di sangue ed escrementi, oscurità e malvagità sputate con grande ossessione attraverso testi malati e osceni, ma in qualche modo anche poetici (vi invito a leggere il testo di Labyrinthine https://www.metal-archives.com/albums/Triumvir_Foul/Triumvir_Foul/543847#3645219). Nel 2017 viene rilasciato Spiritual Bloddshed, secondo full-lenght che vede la band notevolmente maturata e consapevole delle proprie capacità, il sound è lo stesso del disco precedente, ma più spinto, più esagerato, più grave. Con una produzione legnosa che fa di questa perla un piccolo gioiellino di death metal artigianale. Ascoltare la bellissima Vomitous Worship in Rotting Tombs per capire meglio di cosa sto parlando. Quest’anno (2019) la band ci ha deliziato con Urine Of Abomination, un ep di una o quattro tracce (a seconda dell’edizione) che arricchisce la proposta dei Triumvir Foul e lo fa in modo razionale e contenuto, quasi costipato, in quanto il disco risulta meno aggressivo dei lavori precedenti, ma questo non ne intacca il valore, resta pur sempre grande musica, fatta da chi ne sa fare.

Ora, mi fermo qui perché potrei citarne molti altri e non finirei più, ma di certo non voglio mancare di fare almeno menzione di grandissime realtà quali Spectral Voice, Krypts, Ascended Dead, Pissgrave, Genocide Pact e… beh una volta che si comincia poi vengono tutti gli altri. Ce ne sono e vanno scoperti, vanno ascoltati e bisogna diffondere la voce secondo cui non ci sono solo Morbid Angel, Obituary, Immolation, Nile e compagnia, c’è ben altro e dobbiamo supportarlo.