Concretizzazione di un progetto a lungo termine

Quest’anno ha finalmente visto la luce il primo capitolo di quella che a me piace considerare come una storia, o perlomeno un prolungamento del lavoro iniziato con il libro Storie dell’Altra Parte (raccolta di racconti horror pubblicata sul finire del 2018). Raw Flesh si presenta come una sorta di antipasto di un banchetto macabro di cui ogni portata è la rappresentazione della MIA visione delle cose. Ma quali cose? Semplice, una società che non capisco e a cui non penso di appartenere, la vera natura dell’orrore, la follia, il fascino e al contempo la paura dell’ignoto. La (diciamo) modalità con cui intendo portare avanti questo progetto può sembrare abbastanza atipica, in quanto ogni musicista cerca di costruirsi, o meglio riconoscere una propria identità musicale, focalizzarsi su quella, approfondirla e lavorarci. Questo è un aspetto che a me personalmente è sempre parso limitante, una sorta di auto confinamento, che non permette di esplorare ogni aspetto di quello che si sta facendo. Per questo ho pensato di non lavorare a dischi tutti dello stesso genere, sicuramente alcuni lo saranno, ma alla base c’è un desiderio di provare a cimentarmi in quasi tutti i generi musicali, fatta eccezione per cose come rap, elettronica e pop, dato che non li apprezzo. Forse c’è una vaga possibilità di un disco di musica elettronica, ma sarebbe comunque qualcosa di sporadico e non considerabile come mera elettronica, ma più ambient o comunque musica d’atmosfera non intesa come facente parte integrante del progetto, ma più che altro un esercizio, un uscire per un momento dalla musica suonata per così dire. Un po’ come fu per Celestite dei Wolves in the Throne Room o Lyckantropen Themes degli Ulver. Alcuni album sono già scritti, in attesa del momento giusto per essere incisi, ma sono stati pensati per un futuro, non troppo remoto certo, ma abbastanza prossimo e posso dire che sono tutti molto diversi tra loro. Un dettaglio importante è come ho deciso di caratterizzare questo progetto. Ogni disco è un capitolo di una storia, ma ho sempre provato uno strano e infondato disgusto per il cibo (naturalmente mi nutro regolarmente) e quindi ogni disco sarà sì un capitolo, ma allo stesso tempo anche una portata di un pasto molto più lungo. Raw Flesh, come annuncio nell’introduzione è solo un anipasto e mi è sembrato logico pensare a uno di quei pasti da matrimonio, con almeno una ventina di portate prima di arrivare al dessert e al caffé che in genere iniziano a mezzogiorno e finiscono alle sette di sera.

Questo primo album Raw Flesh, è partito da un’idea, ossia fare un dico punk, ma durante la stesura del disco, quello che scrivevo si è trasformato in hardcore e in men che non si dica è mutato ulteriormente in qualcosa di molto più vicino al crust, naturalmente il punk è percepibile nell’atmosfera come anche l’hardcore, ma i toni sono molto più vicini al grind e al crust, infatti in più di un’occasione, durante l’ascolto, alcuni pezzi mi hanno ricordato moltissimo i Cripple Bastards, in particolare nei pezzi Fango Méiis In Perpetuum, ma è più che altro un’impressione.

Raw Flesh è un disco che onestamente a me piace moltissimo, anche se probabilmente è solo affetto, dato che per un artista ogni sua opera è come una figlia. E esattamente come una figlia/o, tolto l’affetto che si può provare, ha anche i suoi difetti e un padre li nota, cerca di non farci caso, ma li nota, Raw Flesh ne ha tanti, a partire da un songwriting basilare, forse anche troppo basilare, ma questo è solo “COLPA” dell’idea originale da cui nasce il disco e sopratutto una qualità di suono abbastanza scadente data dal fatto che io non sono un tecnico di suoni e fino a pochissimo tempo fa non avevo nemmeno idea di cosa fose il mastering, anche se lo facevo già, ma sempre senza coscienza di cosa stessi facendo e quindi è venuto fuori quello che si può ben sentire nel disco.

Ma penso di aver detto fin troppo e sarebbe inutile cercare di dare a voi l’idea di come sia il mio album, èp decisamente meglio che un’idea ve la facciate da soli, quindi ve lo lascio qui sotto da ascoltare e alla prossima. E se vi va di dare un’occhiata al libro che ho scritto che menzionato a inizio articolo lascio il link anche di quello.

https://www.amazon.it/Storie-dellaltra-parte-Antonino-Sechi/dp/1731134185/ref=sr_1_9?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=storie+dell%27altra+parte&qid=1570880842&sr=8-9

 

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