La Scena Sopravvive

Durante la mia continua e ossessiva ricerca musicale sto assistendo a un curioso fatto. Tempo fa vidi un documentario intitolato La Scena – Il punk italiano degli anni ’90-  in cui vengono intervistati diversi artisti tra cui FFD, Punkreas, Derozer e via dicendo. In Tale documento viene spesso menzionata appunto la SCENA che non c’è più, ed è vero, ricordo benissimo quando da noi in Italia c’era questo grande fenomeno punk, certo non era nulla di enorme, ma sapeva farsi notare, ricordo che molte persone che musica non ne ascoltavano proprio, improvvisamente iniziavano ad ascoltare i vari Pornoriviste, Los Fastidios, Peter Punk, Cattive Abitudini, ecc ecc… io all’epoca ero un pischelletto che ascoltava Sepultura e Pantera,  però non disprezzavo certo il punk, ma gli anni passavano e piano piano assistetti a un graduale declino dell’interesse della gente verso questo genere, anche le riviste punk vennero chiuse e chi continuava ad ascoltarlo non parlava di nuove band, continuava a deliziarsi con le vecchie glorie, quindi ho cominciato a pensare “ah ma quindi il punk italiano è morto e via? peccato…”. Ora, un giorno incappo su youtube nel documentario citato qua sopra, ma mentre tutti i protagonisti dichiarano che la scena non esiste più io vengo a conoscenza di una valanga di band punk e hardcore italiane che sono vive e vegete e lavorano sodo e tirano fuori dei lavori veramente notevoli. Quindi mi chiedo: “In base a quale criterio dicono ciò che dicono? La scena c’è eccome, forse è un po’ più oscura e più relegata a un sottobosco ombroso fatto di circoli e piccoli club, ma c’è, è innegabile e, se mi è permesso forse è meglio che sia più nascosta”, io sono un sostenitore della teoria secondo cui quando la musica di qualità raggiunge un pubblico più ampio perde smalto e carattere… e qualità.

Ho per esempio scoperto gli Psychoanalisi, una band di Trento che propone un hardcore punk macchiato di d-beat e un qualsivoglia gusto metal che caratterizza notevolmente il songwriting attraverso ritmi più cadenzati e una più marcata intensità del sound generale. Esattamente quest’anno (2019) la band ha pubblicato un disco (uscito con Annoying Records) intitolato Musica Per Cervelli.a3486089800_16Un lavoro notevole, composto da otto tracce interamente cantate in italiano, grintosissime e molto articolate, fin troppo per il genere musicale, ma questa non è sicuramente una nota di demerito, anzi, semmai è un punto in più, comunque non è nulla di sbrodoloso, perché la considerevole consapevolezza di come si scrive un pezzo non è mai esagerata, ma sempre al servizio della musica. Se dovessi consigliare un pezzo in particolare di questo disco, beh, senza dubbio Ansia Pre-Parto, brano dotato di un nervosismo che fa un gran piacere e porta con se un carattere quasi bipolare. Forse l’unica cosa che mi sentirei di consigliare a questi ragazzi è… gridare un po’ di più, le clean vocals funzionano benissimo, ma con una musica così dinamica sarebbe piacevole avere una voce altrettanto incazzata, questo però è solo un mio pensiero che deriva da un mio gusto personale. In ogni caso questi ragazzi spaccano. Fanno qualcosa che al giorno d’oggi, in cui il genere è stato spolpato per bene, loro lo rinnavano e portano qualcosa di fresco.

Ma non sono gli unici, abbiamo i G.M.C. (La Grande Mietitrice di Cervelli), realtà nata dalle ceneri degli Astensione, è band molto più legata a un sound puramente hardcore, ma estremamente rabbioso e disperato, esasperato direi quasi. La band si presenta con una voce femminile fantastica, carica di odio e ci racconta una società malata e tutto ciò che ne consegue. L’anno scorso se ne sono usciti con Oblivious,a1438284919_16la rappresentazione sonora di un flagello fatto di rami di rovi, con spine avvelenate aggiungerei. Ogni pezzo e aggressivo e lancinante, praticamente una goduria continua. Devo dire che la loro proposta è stata abusata in questi ultimi anni, quindi non si può certo dire che brillino in originalità, ma sostanzialmente, al giorno d’oggi sono davvero pochi quei gruppi che risultano davvero originali, sul serio oh, si contano su una mano. Quindi vaffanculo, frega nulla se non sono originali, fa sempre piacere sentire pezzi come Hypnosis e Preda, sopratutto perchè non suonano plastici come la maggiorparte della musica moderna, al contrario, hanno un forte sapore (o puzza? in senso positivo) di sala prove, e questo è decisamente un pregio.

E potrei continuare. Potrei andare avanti a nominare un mucchio di band. Come per esempio i Congegno, Contrasto, gli Inedya, Fennek, Meatball Explosion, Collapse, Un Quarto Morto, Il Disagio, Il Male, Up To Date, Caino, Dick Dastardly, Plakkaggio HC, Gozzilla E Le Tre Bambine Con I Baffi, NoWhiteRag, Tutti I Colori Del Buio, Dotok e via dicendo. Non vado avanti perché potrei citarne a decine, ma veramente a decine. E tutto questo mi porta a pensare che mentre in quel documentario si parlava di una scena ormai morta, in realtà si parlava della loro scena e a posteriori inizio a pensare che dietro a certe dichiarazione c’è una malcelata insinuazione secondo cui il PUNK quello vero lo facevano solo loro, la verità è che loro ormai appartenenti a una fascia che va dai 40 ai 60’anni hanno sempre suonato il solito punk scanzonato, senza spessore e profondità (mi raccomando di capire che mi sto riferendo unicamente alla parte musicale, i testi non sono di mia competenza dato che fosse per me la musica sarebbe solo strumentale), chiuso in quelle quattro pareti che portano a suonare sempre gli stessi riff, gli stessi tempi con i soliti passaggi. Quelli che ho citato poco fa sono band che hanno preso quel punk così “povero” e l’hanno arricchito, infatti nessuno di loro suona la stessa cosa, ognuno ha le sue influenze, che vadano a pescare da black metal, dal grindcore, dal thrash metal, dal crust, ecc ecc… non importa, quello che conta è che questi sono musicisti che quella scena che non esiste più, la stanno facendo sopravvivere, l’hanno rinfrescata con un sound decisamente più evoluto, più consapevole del fatto che quei tre accordi in tutto non bastano a fare un pezzo, anni fa andava bene e funzionava, ma adesso non più, non tanto perché si darebbe l’idea di fare copia e incolla, ma perché si puzzerebbe di vecchio, di stantio. Infatti un disco di cui ho parlato in precedenza, Voja De Lavorà Saltame Addosso dei Monkeys Factory, per l’epoca era veramente tanta roba, quelle quattro pareti le rompeva completamente e guarda caso non arrivò a livelli di notorietà del suo coetaneo Paranoia E Potere, mai. Insomma quello che voglio dire è, la scena è viva, vivissima, ma voi non ne fate più parte, siete rmasti indietro a suonare qualcosa che ha fatto la stessa fine del nu metal. E poi fatemi dire che se lo spirito deve essere questo, allora quando Punkreas, Derozer e compagnia bella iniziavano a prendere piede avrei visto bene i vari Decibel, Gaznevada, Skiantos, Kandeggina Gang, Blue Vomit e Contropotere venirsene fuori dicendo “La scena è morta”. Insomma, mi sono spiegato, no?

Ad ogni modo, questa inizialmente doveva essere una recensione sulle due band di cui ho scritto a metà articolo, ma a un certo punto mi sono reso conto di avere qualcosa ch emi premeva dire, qualcosa che ritenevo importante. Ora l’ho detto e mi sono tolto un peso. Detto ciò vi lascio e alla prossima.

https://gmc-lagrandemietitricedicervelli.bandcamp.com/album/oblivious-2018

http://psychoanalisi.bandcamp.com/album/musica-per-cervelli

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