Fast Animals And Slow Kids + La Rappresentante di Lista @ MAMAMIA

La mia ormai ossessiva ricerca musicale mi ha portato ad uscire dai miei confini e ciò posto sono andato ad assistere ad un concerto di musica che mi rifiuto di chiamare Indie, dato che sono uno stronzo pignolo e quindi dirò brit rock/pop. Le due band in questione, FASK e LRDL sono entrambe realtà che si stanno facendo un nome nel panorama italiano, un nome assolutamente meritato in quanto indubbiamente consapevoli del fatto che un genere musicale come il loro, fino a oggi non è mai stato sfruttato al cento per cento, loro lo fanno. E credetemi se vi dico che al giorno d’oggi è solo la seconda volta che ascolto (la prima è stata con i Pinguini Tattici Nucleari, che mi hanno fatto vivere una pessima esperienza positiva… odio terribilmente quando una band di musicisti davvero capaci non suona qualcosa che esalti al massimo le capacità dei singoli membri) band brit rock fare qualcosa che non sia la copia sputata di quanto già fatto dai vecchi Television, The Jam, The Stranglers, The Clash, The Undertones e tutto il resto dell’allegra combriccola proto-punk pre Ramones/Sex Pistols.

Il concerto è stato aperto dai LRDL, che hanno dato vita a uno spattacolo meraviglioso, fatto di nebbia, luci e colori, l’energia positiva permeava l’aria in modo quasi tangibile, fenomeno reso concreto non solo dalla band, ma anche dal pubblico e, devo dire che poche volte ho assistito a una tale… “sottilità”(?) tra band e pubblico, pareva un unico essere (ai concerti della musica che ascolto io maggiormente si percepisce un forte divario tra le due entità, in cui uno è quasi divino mentre l’altro è l’adepto) e questo è un aspetto da non sottovalutare assolutamente. Considerando che il concerto è stata la prima volta che li ascoltavo (li avevo già sentiti in precedenza ma senza attenzione quindi non conta) sono rimasto positivamente stupito dalla performance. I musicisti sanno il fatto loro e alcuni suonano più di uno strumento, però non approssimativamente come spesso accade, al contrario, ogni strumento viene usato e suonato con una notevole consapevolezza di esso. I brani, da quel che ho potuto notare, nonostante una composizione classica risultano vari e colorati. La performance è stata di altissimi livelli, un tiro impressionante e un muro sonoro inespugnabile… e nonostante ciò (e su questo metto avanti le mani in quanto pensiero interamente mio), li ho trovati innocui, inoffensivi sul versante compositivo, ma questo è solo un difetto mio, dato che quando la ricerca musicale diventa parte integrante della vita di una persona, spesso si arriva a conoscere tanta musica, troppa musica, musica strana, indefinibile, partorita da menti di una genialità assoluta, ecco quando la situazione è questa, band come i LRDL li si percepisce come gradevoli sicuramente, di grandissima qualità senza dubbio, musicisti notevoli e impressionanti, ma che non colpiscono, non toccano QUEL nervo, non toccano QUEL sensore che ti fa rizzare i peli per l’assurdità di ciò che hai appena udito.

Seconda e ultima band sono stati i FASK. Questi li ho graditi un po’ di più, vuoi per i suoni leggermente più aggressivi, vuoi per un aura più malinconica che trasuda la loro proposta, ma li ho apprezzati più nel complesso che come musicisti singolarmente. Nei brani non si percepiscono sprazzi di tecnicismo di qualsivoglia tipo, però ogni brano ha quel qualcosa, che può essere un breve fraseggio, un attacco particolare o una dissonanza che fa drizzare le orecchiere ed esclamare “Oh!… interessante…”. Sicuramente c’era una dose massiccia in più di grinta nella performance a differenza della band che li ha preceduti, una grinta quasi punk. Infatti si può cogliere molto facilmente nel loro sound una chiara ispirazione al punk degli anni ’80 (tra l’altro il cantante stesso ha dichiarato di essere fan dei Bad Religion perciò… in un certo qual modo mi ha portato dalla loro parte). Non fraintendetemi, entrambe le esibizioni sono state un tripudio di sensazioni e potenza, ma in due modi diversi, i primi erano quasi teatrali, i secondi erano un bestia rabbiosa che ti prende a pugni. La musica dei FASK, almeno per come l’ho percepita io, pare uno strano connubio tra U2, Foo Fighters e qualunque band post-rock (o shoegaze se preferite), il tutto sbattuto in faccia a chi ascolta a suon di calci in bocca.

Devo dire che il concerto non è stato breve, al contrario, si è prolungato parecchio, ma non è stato affatto pesante, anzi. Ammetto anche che mi è piaciuto, tutto considerato, poi che io abbia le mie seghe mentali sulla musica sperimentale o meno è un altro discorso, il concerto è stato oggettivamente spettacolare, inattaccabile su tutti i fronti.

… solo c’è una breve considerazione che vorrei fare e che vorrei arrivasse direttamente alle due band a cui ho assistito ieri, a costo di inimicarmi ogni singolo membro, a costo di passare da arrogante (quale non sono). Oggi ho ascoltato con attenzione diverso materiale delle due band e devo dire che sono molto contento di averle ascoltate dal vivo per la prima volta anzichè da studio, perchè da studio (a questo punto devo pensare che sia una prerogativa del genere musicale in questione), la musica risulta piatta e senza profondità. E questo è pessimo perché non è accettabile che band che fanno musica buona, che fanno musica bella e anche interessante (se vogliamo) siano godibili unicamente dal vivo mentre da studio sono la rappresentazione sonora di un muro grigio. Non va bene assolutamente. Rendete i vostri dischi più profondi per favore, più tridimensionali. Perché è meglio poter godere di una buona band in entrambe le sedi, sia dal vivo che a casa in tranquillità.

Detto questo vi saluto e alla prossima

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