CLEARxCUT – “For the Wild at Heart Kept in Cages”

ClearXcut im Waldmeister, SolingenI CLEARxCUT, dalla Germania, quando li ho scoperti (solo da poche settimane), la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “Caspita! sti ragazzotti sono bravi, sembrano saper fare benissimo quello che fanno, mi chiedo se abbiano mai fatto qualcosa in precedenza”, sulle prime nulla a parte un demo di circa undici minuti, poi ho scoperto che questa band è formata da membri degli Heaven Shall Burn, King Apathy e Implore e, allora tutto si spiega.

La band si cimenta in uno stile di hardcore già sperimentato da altre band quali i More Than Life e Dead Swans, ma a differenza loro, alla voce abbiamo una ragazza che fa sentire forte e chiaro la sua voce, ma sopratutto nella musica dei CLEARxCUT si notano le influenze dei vari membri, infatti sono evidenti gli sprazzi post-black metal e il metalcore, dettagli che arricchiscono grandemente la proposta del combo germanico. Il sound è compatto e solido, un muro di suono davvero duro che permea ogni spazio vuoto dell’apparato uditivo dell’ascoltatore, cosa non da poco.

Il sestetto affronta tematiche importanti che sembrano essersi perse negli ultimi tempi, sia nella musica che nella vita quali l’ambiente, lo schiavismo sia animale che umano, la libertà e l’equalità, argomenti tipici delle band straight edge. Come dicono loro stessi: “il pop odierno in cui si parla di sbronzarsi sulle spiagge sta diventando la colonna sonora della fine del mondo, noi sentiamo la necessità di esprimere il nostro parere su fatti decisamente più pressanti”.

Qualche parola sul loro primo disco, uscito proprio quest’anno. “For the Wild…” è un disco davvero consistente. Duro e aggressivo, ma anche melodico, con una forte personalità tendente alla tristezza e alla rabbia, un sound sempre equilibrato senza alcun picco di bassi e acuti, che dona al risultato finale un prodotto che può essere ascoltato da qualunque orecchio anche a volumi estremi in quanto sì aggressivo, ma mai violento. La caratteristica di questo album è che non ci sono momenti che spiccano sul resto, è tutto sullo stesso piano, tutto il disco è un altissimo apice di buona musica, gli autori sono ben consapevoli di come deve essere fatta la musica di qualità e danno frutto a tutta la loro esperienza per creare qualcosa di enorme valore. Se dovessi citare qualche pezzo del disco di particolare nota, sicuramente “Disgust” e “Collapse” che si portano dietro una grande carica di rabbia e forza.

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Detto questo non posso far altro che invitarvi all’ascolto istantaneo di questa grande band e spero ardentemente che continuino a creare tanta altra musica, per il bene di noi appassionati.

Un saluto e alla prossima.

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