Monkeys Factory – Voja De Lavorà Saltame Addosso

Monkeys Factory - Voja De Lavora' Saltame Addosso! (front)

Partiamo da almeno una dozzina di anni fa, quando un giorno, mio fratello tornò a casa con una copia masterizzata di questo disco. All’epoca ascoltavo punk, il metal l’avevo già scoperto con i Pantera, ma non ero così informato/attrezzato per potermi dedicare interamente al genere, però per il punk sì, dato che ancora usciva lo storico speciale punk della rivista Rock Sound che aveva sempre allegato un sampler con tutte le uscite del periodo. Mi piacevano i vari Ska-P, i The Spits, Human Tanga, Evolution So Far, Spleen Flipper e via dicendo… ma quando ascoltai questo disco sconosciuto fu amore a primo ascolto. Non ne capivo molto di musica quella volta, mi piaceva, ma non la ascoltavo, quindi era tutto un gioco di sensazioni (non so se mi spiego). Col tempo, quella copia masterizzata scomparve e io me ne dimenticai. In questi giorni però Internet mi è venuto in aiuto, me lo ha fatto ritrovare (Internet è molto più utile alla vita delle persone di quanto si possa pensare). Ho dovuto aspettare almeno un paio di ore per riascoltarlo, non perché dubitassi di come fosse invecchiato nella mia memoria questo disco, ma perché sapevo di star per riascoltare una gemma di cui ero stato innamorato perdutamente. Una volta pronto ho iniziato ad ascoltarlo ed è stato come se lo stessi ascoltando per la prima volta (questo è successo una settimana fa, ancora adesso lo sto ascoltando almeno quattro volte al giorno).

Il genere è fondamentalmente un puro punk all’italiana, ma influenzato dall’hardcore e spesso dallo ska. Cantato interamente in italiano a parte un paio di pezzi che sono in dialetto capitolino. Uno dei punti forti di questo disco è la rabbia, c’è tanta rabbia nei testi. Sopratutto in pezzi come “29 luglio 1900” (tratta il fatto storico riguardante l’omicidio di Umberto I da parte di Gaetano Bresci), “Soltanto un’altra”, “Credere per non Pensare” e “Il Lato Sbagliato”. Abbiamo anche momenti molto divertenti come “Voja de lavorà”, “Marco fa il Tubaro”, “Politicanti” e “Caramba Song”. Tutti questi pezzi si potrebbe pensare, essendo punk, siano composti da soluzioni molto semplici e invece assolutamente no, sono fatti di riff di chitarra molto complessi per essere punk, linee di basso estremamente articolate e una batteria che pesta fortissimo. In “Credere per non Pensare” abbiamo anche una tromba per dare un carattere quasi western al pezzo. L’unico punto che lascia un po’ di amaro in bocca (ma totalmente trascurabile) è la chiarezza della voce che a volte ha delle mancanze e non fa capire benissimo le parole, colpa di una produzione molto artigianale. Che per quanto riguarda me, questo non può che essere un segno di passione e dedizione alla forma d’arte che si realizza. Perché non importa se il sound è grezzo quando la musica è bellissima. E lo è. Dopo aver ascoltato musica su musica io posso tranquillamente affermare che “Voja de lavorà saltame addosso” è uno dei migliori dischi italiani mai pubblicato e uno dei miei preferiti in assoluto.

Potrei dire in mille modi come questo disco sia meraviglioso, ma è meglio che ve lo ascoltatiate. E quindi prego. Alla prossima!

Voja de lavorà saltame addosso: http://www.youtube.com/watch?v=q5CetWyIacc&list=OLAK5uy_l0RU8zzKrj_EhYwZgokXmXfXDD-PlWGj4

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