Rabea Massaad

0012516368_10Rabea Massaad non è un nome conosciutissimo almeno non nel panorama musicale più grande (mi spiego?), ma se si è dei frequentatori della youtube dei chitarristi certamente avete presente di chi parlo, in genere lui si occupa del testare chitarre, effetti e amplificatori. Oltre a questo è anche un musicista davvero talentuoso in quanto il suo modo di scrivere e comporre i suoi pezzi è molto colorato e variegato, non è strano sentire pezzi completamente diversi in un suo disco. Direttamente da Brighton, la sua proposta è un progressive metal caratterizzato da sonorità mai banali, infatti nel suo sound non è possibile cogliere alcuna influenza (a parte qualche soluzione che di tanto in tanto ricorda i Mastodon, anche se molto alla lontana).

In questi ultimi anni si è fatto notare grazie al progetto Dorje, una band progressive che basa la sua personalità su due regioni molto diverse della musica, ossia il djent e quel rock che ha reso noti al pubblico gruppi come i Creed e i Filter, un connubio che detto così potrebbe far pensare ad una chimera insensata, ma in realtà è materiale di grande spessore. Senza poi parlare del progetto Toska, un trio assieme a Dave Hollingworth e Ben Minal che suona sempre progressive, ma ancora diverso, molto più sperimentale ed atmosferico… cinematico direi quasi.

Ma oggi voglio parlare del progetto che porta il suo stesso nome, con cui per il momento ha rilasciato due dischi: “Grinding Gears” e “Grinding Gears Vol.2”.a1610704568_16a1885361728_16 Due dischi entrambi piacevolissimi da ascoltare, a meno che non siate persone che hanno per forza bisogno di sentire un cantante nella musica, perché questa è musica strumentale. Sono gli strumenti a cantare e, lo fanno benissimo. Siamo in un territorio esplorato già da altri bravissimi artisti come gli Intervals, Sithu Aye, Plini e moltissimi altri. Sorprendente è il fatto che ognuno du questi fa quel fa a modo suo.

La prima cosa che salta all’attenzione è la durata dei pezzi contenuti in entrambi i due album: nessun pezzo supera mai i tre minuti di durata tranne in qualche occasione in cui abbiamo pezzi da tre minuti e un quarto o giù di lì. E posso garantire che qualunque cosa voglia esprimere Rabea, lo fa benissimo in poche battute. Basta ascoltare “Old Guard” e “The Rags” nel primo disco e “In the Face of the Nameless” e “First Kontakt” nel secondo, perle di enorme valore artistico. Personalmente preferisco il secondo, “Grinding Gears Vol.2” in quanto decisamente più raffinato e ragionato del primo “Grinding Gears”, ma questo è puramente gusto personale. Ma sarebbe meglio se vi faceste un’idea da soli.

Detto questo vi lascio il link per ascoltare questo grande artista nella sua forma migliore. Alla prossima.

https://rabeamassaad.bandcamp.com/album/grinding-gears-vol-2

https://rabeamassaad.bandcamp.com/album/grinding-gears

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