Top 10 band con voce femminile o totalmente al femminile

(questa non è una classifica, tutte le band che menzionerò le adoro tutte allo stesso modo e non inserirò nomi di fama mondiale)

Vorrei iniziare subito dicendo che siamo nel 2019 e al giorno d’oggi ancora senti esprimere stupore quando una donna/ragazza suona o canta metal, per quanto mi riguarda è la cosa più normale del mondo, come l’acqua fresca. E odio, odio mortalmente quando alcune persone dicono che il metal è roba da uomini. No! Assolutamente no, bisogna che si inizia a pensare che la musica è unisex, non è che a seconda di chi suona un determinato genere musicale allora il sound che ne esce è influenzato dal genere di chi lo suona, avanti, smettiamola di pensare in questo modo sciocco… e ora iniziamo.

Nervosa: (mi brucio subito questo nome perchè probabilmente è la band che mi spinge a scrivere questo artticolo).2.jpegLoro sono una band brasiliana di Sao Paulo, si potrebbe quasi dire che sono le figliolette spirituali dei Sepultura. Formatesi nel 2010 si sono subito fatte notare dalla Napalm Records e dopo aver pubblicato l’Ep “Time of Death”, è iniziato per loro una carriera di grandi soddisfazioni in compagnia di mostri sacri quali i D.R.I., Destruction, Grave e Artillery. Autrici di un thrash metal che va dritto al punto come un proiettile in fronte al nemico, sprigionano in ogni loro canzone un’aggressività incredibile, il loro punto forte penso sia proprio l’essere dirette, senza tanti arzigogoli, in fondo è di thrash metal che parliamo. Fernanda Lira, cantante e bassista del trio, genera squarci atroci nel cervello dell’ascoltatore con la sua voce da motosega, una vera forza della natura, condisce una musica già estremamente aggressiva con furia malevola sputando aghi seghettati nel microfono. Consiglio assolutamente l’ascolto del loro primo album “Victim of Yourself”, perla di grande valore, del genere.

 

 

 

Mechanical God Creation: Una band italiana, quindi a maggior ragione andrebbe supportata.foyoband.jpgSono parecchio estremi, la loro proposta è un death metal pieno di groove e tecnicismi, in particolar modo di basso (io sono anche bassista e certe cose le colgo abbastanza al volo), comunque non è che le chitarre non abbiano i loro momenti, anche loro si fanno sentire parecchio sul fattore tecnica, ma qui si parla di qualcos’altro, Luciana Catananti resta sempre al passo con la musica e con la sua voce da orco pazzo e assassino piena e corposa sostiene perfettamente il muro sonoro che i suoi compagni producono. Notare che dall’inizio della loro carriera ogni loro disco è stato migliore del precedente… e il primo ep “… and the Battle become War” è un lavorone di grande qualità artistica. Consiglio assolutamente il già citato ep e “The New Chapter”, ultimo lavoro uscito in questo 2019.

 

 

Murkrat: Progetto funeral doom metal nato in Australia dalla mente di Amanda “Mandy” Andresen, mente geniale che troviamo anche nel progetto dark ambient Dust to Dearth, voce degli atmosferici The Slow Death, una ragazza impegnata e tuttofare insomma.

Mandy  canta in un modo tutto suo che nella storia del metal si è sentito poco se non mai, a parte nelle altre band in cui ha cantato. Una sorta di lamento, ma solenne e sofferto allo stesso tempo, la sua voce è un suono che penetra nella coscienza di chi ascolta e lo emoziona, lo commuove, lo inquieta (nel mio caso, lo fa gioire), di tanto in tanto di cimenta in uno screaming estremamente inquietante, da demone a cui vengono strappate le unghie con le pinze. Quella dei Murkrat non è musica per tutti, ma se si ha una mentalità aperta e del tempo da dedicare alla musica fatta con criterio e passione, allora loro sono più che consigliati, in particolar modo “Drudging the Mire” capolavoro di doom da ascoltare e analizzare con cura e perizia.

 

 

Entheos:entheos_press-retouched_2Perché inserire una band in cui la cantante usa il growl quando ho già inserito i Mechanical God Creation? Perché questa band è diversa. Gli Entheos sono un progetto composto da ex militanti di band quali Systems, The Faceless, Animals as Leaders e Scale the Summit, quindi si può già immaginare la quantità di tecnica musicale presente nei loro lavori, tanta, tantisima, ma mai esagerata. Chaney Crabb quando la si ascolta cantare sembra di sentire il rombo di una bomba atomica in lontananza, non è un rantolo rabbioso, è un suono preoccupante che ricorda moltissimo i vocalizzi che rendono subito riconoscibile Patrick Mameli, storico cantante dei jazz metallers Pestilence, però Chaney si caratterizza per la compressione della sua voce, che pare venir fuori da un compressore industriale. Consiglio caldamente l’ascolto dell’album “Dark Future” un lavor veramente bello, alienante e ipnotico come pochi altri lavori. Anche dal vivo sono perfetti.

 

Amesoeurs: Band francese, di Avignon, gli Amesoeurs hanno avuto vita breve, solo cinque anni di attività, ma alla fine della loro carriera hanno pubblicato “Amesoeurs” un disco che da solo vale come mille altri dischi. Un connubio meraviglioso fatto di sogni e incubi, un mix di black metal e post-rock che oggi chiameremo blackgaze. La band si è sciolta in seguito a divergenze riguardo il futuro della band. In cinque anni di attività si sono esibiti una sola volta nel 2005 e che continuo a pensare che li avesse visti quella sera possa considerarsi una persona estremamente fortunata. Audrey Sylvain bassista e seconda voce, voce sempre lieve, candida, leggera come un velo di seta scivola e fluttua nell’aria senza produrre alcun attrito, una voce che trasporta in luoghi illuminati contemporaneamente da sole e luna, in cui una fata oscura ci narra storie meravigliose e noi ascoltatori non possiamo che restare ammaliati di fronte così tanta bellezza sonora. Nonostante la band si sia sciolta, possiamo apprezzare le capacità di Audrey nel suo progetto solista, i Malenuit, che consiglio assolutamente.

 

 

 

 

Holy Moses: 941d_2 Questo articolo non potrebbe mai essere completo senza di loro. Per alcune persone gli Holy Moses non hanno bisogno di alcuna presentazione, ma devo dire che ai più sono assolutamente sconosciuti. Band tedesca dell’epoca d’oro del thrash metal, nati addirittura prima dei colleghi Destruction e Kreator, la loro è una carriera lunga anche se nel 1994 la band si sciolse per poi riformarsi nell 2000, da allora pestano i palchi dei festival come dei giovinetti. La band ha vissuto continui cambi di membri, ma Sabina Classen è sempre rimasta, dall’inizio alla fine. Senza mai perdere un filo di voce. Ovvio che oggi, durante i concerti si percepisce un certo affaticamento, ma nulla che che lei non possa gestire. Credo sia molto importante inserire loro in questa top in quanto se al giorno d’oggi abbiamo Angela Gossow, molto probabilmente lo dobbiamo a Sabina, in quanto è palese quanto Angela contempli Sabina in quanto a stile sia del portamento che del canto.c0ed861bdd7e443da06a012dabe6fa93

Caldamente consigliato l’ascolto dell’album del 1989, “The New Machine of Liechtenstein” che contiene i due capolavori “Near Dark” e “Panic”

 

 

Jinjer: Band_mobile_2-2.png Foprmatisi nel 2009 in Ucraina, i Jinjer hanno evoluto molto il loro stile nel tempo. Nascono come band metalcore e per quanto mi riguarda all’epoca risultavano al quanto banalotti come un buon numero di band metalcore come gli Straight Line Stitch, però si sentiva già qualcosa che lasciava presagire un’evoluzione positiva, infatti se si ascolta in secondo album “Cloud Factory” si nota moltissimo la crescita, le soluzioni si fanno decisamente più mature e meno adolescenziali, meno… “fighe”. Un notevole passo avanti che porta a quella credo che sia la maturazione. “King Of Everithing”, disco del 2016, suona molto adulto, la musica è decisamente più saggia e i musicisti aggiungendo una componente progressive al loro sound creano trame più complesse e raffinate.tumblr_pkd95iVILV1rev63g_1280.jpg E in tutto ciò dove sta la voce? Beh Tatiana Shmailyuk canta i suoi testi magistralmente, passando da clean vocals a growl cavernosi senza nessun problema, una voce sempre potente, che da sola genera un muro di suono inpenetrabile, inespugnabile e se avete dubbi vi consiglio di vedere questo:

 

 

Djerv:djerv-750x480.jpg Nati dalla fine di due band importantissime, gli Stonegard e gli Animal Alpha, sono un nome non conosciutissimo, anche se dovrebbe in quanto sono una delle realtà più innovative e originali del panorama metal odierno. Questa band riesce a mescolare con follia omicida hard rock e sonorità tipiche del black metal. Al momento hanno all’attiva solamente un ep e un album, entrambi incredibilmente belli e originali. La loro proposta è caratterizzata da melodie sinistre e inquetanti, ma anche da ritornelli spesso più melodici e tranquillizzanti, liberatori. Una produzione volutamente grezza per accentuare meglio la cattiveria che vogliono esprimere. Agnete Maria Forfang Kjølsrud (riempie proprio la bocca) è quella che nel nostro immaginario rappresenta la tipica dominatrice tedesca, però non siamo qui a parlare del suo aspetto, ma della sua voce, uno strillo isterico e folle che raccoglie l’eredità dei suoi connazionali blacksters quali Varg Vikernes, Dead, Abbath, ecc… ma come ho detto, sa essere piacevolmente melodica quando vuole, comunque scatena in ogni canzone una forza vocale mostruosa. Ha collaborato anche all’album “Abrahadabra” dei ben più noti Dimmu Borgir, va poi menzionata “Get Jinxed”, pezzo da lei cantato per il videogioco League Of Legends. Ascoltateveli, non vi annoieranno.

 

 

 

Sopor Aeternus and the Ensemble of Shadows:8016670110903__75996.1496752736.1280.1280.jpg Non so se avete presente, ma nella storia della musica ci sono sempre stati personaggi… così, un po’ particolari… anomali direi quasi, beh Anna Varney Cantodea è uno di questi. Una personalità oscura e tormentata (andate a leggervi la sua storia perché è allucinante) che un giorno nel 1989 ha deciso di dare i natali a questo progetto solista. I Sopor… (scrivo al plurale per un motivo preciso, ripeto, leggetevi la storia) sono un’entità darkwave tedesca che sta parecchio al di sopra di quello che potremmo definire semplicemente musica, questa è arte vera e propria, qualunque tipo di strumento che possa venire in mente, nella loro musica c’è. Ho detto “darkwave” per essere il più accurato possibile, ma in realtà nella proposta di questa band atipica possiamo sentire elementi di musica classica, musica da camera, atmosfere da cabaret, pop, elettronica, folk, musica balcanica… il tutto in un solo progetto. Anna Varney, unica mente della band canta con grande malinconia ogni sua sensazione e ogni suo dolore, una lamentela melodiosa che a tratti può ricordare una nenia infantile dal carattere destabilizzante. Non dico altro perché questa roba la dovete scoprire da soli durante un ascolto approfondito e analitico. Consiglio caldamente l’ascolto di “Dead Lovers Sarabande”, disco del 1999.

 

 

Aghora:

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Formatisi in Florida nel 1995, da allora incidono solamente tre demo e due album, “Aghora” e “Formless”, quest’ultimo a mio parere il migliore senza dubbio in quanto la line up essendo cambiata quasi completamente non risente delle influenze sonore che avevano i primi membri e ne esce un prodotto assolutamente originale, caratterizzato da sonorità mediorientali che mescolate ad un death metal estremamente tecnico e jazz, il risultato è incredibilmente affascinante, sonorità eteree e sognanti. Nascono come un supergruppo, composto da ex componenti di band quali Cynic, Death, Pestilence e King Diamond. La formazione ha visto due diverse cantanti, la prima, Danishta Rivero è sicuramente notevole per le sue capacità, ma resta secondo una voce ancora non adatta al sound della band, infatti in “Formless” troviamo Diana Serra.49596_artist Con il suo ingresso, la band “aggiusta” la sua proposta, realizzando il capolavoro di cui ho parlato poc’anzi. La sua voce, si insinua nelle melodie e le amalgama tutte, un soffio di vento dal grande carattere e potenza sonora che riesce a evocare atmosfere magiche, restando sempre su note alte, ma mai troppo. Ascoltare la canzone “Moksha” per capiure a cosa mi riferisco.

 

 

E qui mi fermo. Ripeto che questa non era una classifica, in quanto io stesso non saprei preferire una band all’altra. Comunque certo, ci sarebbero stati nomi da menzionare. Avrei potuto citare gli Iwrestledabearonce, The Agonist, Benedictum, Die so Fluid, Yeah Yeah Yeahs, Arkona, Kivimetsan Druidi e moltissimi altri, ma ho deciso di inserire solo quelli più importanti per me. Detto questo vi saluto e alla prossima settimana.

 

 

 

 

 

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