Choosing Death

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In genere mi sono sempre tenuto lontano dai libri che trattano il tema della musica, indipendentemente da quale fosse il format, però devo dire di averne trovato finalmente uno davvero interessante e degno di esser letto. Choosing Death non è un’analisi, non è una lista di dischi fondamentali. Choosing Death è storia, raccontata da chi la storia l’ha vissuta e l’ha fatta. Ammetto che durante la lettura delle prime sessanta/settanta pagine ho iniziato a pensare che fosse più un libro per i fan di punk e hardcore, ma senza rendermene conto sono arrivato a leggere aneddoti raccontati direttamente da Mick Harris, Trey Azagthoth, Lee Dorrian e praticamente chiunque avesse avuto a che fare con il metal estremo dagli anni ’80 ad oggi. Non solo musicisti quindi, ma anche produttori, giornalisti (uno fra tutti appunto l’autore del libro Albert Mudrian), conduttori radiofonici… chiunque abbia vissuto almeno in parte la storia della nascita e dello sviluppo del metal estremo. Si tratta insomma di un’avventura alla scoperta di personaggi particolari, a volte anche bizzarri ed eccentrici, a volte dei semplicissimi ragazzini che avevano tanta voglia di dire la propria opinione, nell’unico modo che secondo loro era più adeguato. Questo libro ha anche un altro punto estremamente importante, i nomi delle band, io giuro, che nonostante la mia vasta conoscenza in questo campo, ho scoperto nomi che mi erano sfuggiti durante la mia formazione, quindi questo libro è utile anche a tal proposito. Forse l’unica nota negativa è che vengono citati aneddoti che potrebbero portare a riconsiderare il rispetto che si ha per un dato musicista. Perché sono stati giovani anche loro e, chi è che non ha mai combinato qualche guaio da giovane?

L’opera tratta da vicino le diverse fasi temporali dello sviluppo di questa musica, racconta di come Europa e USA abbiano dato alla luce due realtà molto differenti tra loro, che con il tempo si sono mescolate e si sono evolute grazie ad un sano scambio, un “dare e avere” che nel mondo della musica sta alla base dell’evoluzione stilistica di qualunque musicista. Ogni capitolo è pieno di dettagli storici che accrescono la completezza dell’opera, per non parlare poi delle foto storiche che contiene, gioiellini speciali di un’epoca ormai andata. Un dettaglio non indifferente è la menzione a più rimandi del cosiddetto “tape trading”, ossia il vecchio metodo con cui le band spargevano in giro il loro nome, scambiandosi le demo su nastro per posta e di mano in mano, in questo modo la loro musica arrivava ovunque, certo, non così velocemente come con internet, ma il senso era lo stesso, solo che c’era decisamente più impegno e più passione.

Come libro in sé per sé appare chiaro e conciso, senza perdersi e divagare mai, si fa leggere molto bene e velocemente. Quanti altri motivi servono per leggere questo lavoro?

Va detto che non è un libro molto facile da reperire nei negozi, ma se siete dei compratori online compulsivi lo potrete trovare facilmente su ogni piattaforma.

https://www.amazon.it/Choosing-death-Limprobabile-storia-grindcore

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